L’importanza della chirurgia in oncologia

Prof. Maurizio Cosimelli – Chirurgo


 

Da sempre la chirurgia è il trattamento curativo per i tumori del colon-retto, in grado di portare a guarigione oltre la metà dei pazienti.

Negli ultimi 10-15 anni l’evoluzione delle tecniche chirurgiche ed una migliore combinazione con la radioterapia e la chemioterapia hanno consentito di raggiungere ulteriori importanti traguardi, altrettanto importanti nella vita dei pazienti.

Da parte del chirurgo si è infatti consolidata la consapevolezza del valore della qualità della vita postoperatoria, tanto più in ragione di tassi di guarigione sempre più elevati.

I risultati di maggior importanza sono legati alle alti possibilità attuali di conservare lo sfintere anale anche nei casi di carcinomi rettali molto vicini all’ano, evitando pertanto la colostomia, la famigerata “sacchetta” definitiva.

In tal senso, il perfezionamento di tecniche chirurgiche più conservative si è ben combinato con le maggiori conoscenze acquisite nel campo della funzione di organo , riferita sia all’ambito intestinale ma anche a quello sessuale e d urinario. Con il progressivo, inquietante aumento di casi di carcinomi colorettali anche prima dei 60 anni di età, questi avanzamenti sono stati messi al servizio dei pazienti proprio al fine di migliorare la loro qualità della vita. Basti pensare a quanti pazienti, sino agli anni ottanta, sono stati penalizzati, in aggiunta ad una malattia spesso non guaribile, da deficit gravi della sfera sessuale maschile e femminile (impotenza, assenza orgasmica, ecc.), incontinenza o ritenzione urinaria, spesso aggravati dalla presenza di una colostomia.

Sono evidenti le positive implicazioni umane, sociali e terapeutiche degli avanzamenti chirurgici, oggi in grado di evitare tutte le suddette disfunzioni nella grande maggioranza dei pazienti, qualora l’intervento chirurgico sia condotto secondo i canoni più recenti, da chirurghi esperti del settore ed in centri di riferimento nazionale per il trattamento dei carcinomi del colon-retto.

Ecco, questo è l’aspetto decisivo per ottimizzare i risultati oncologici e funzionali: il chirurgo colorettale deve lavorare nell’ambito di una equipe multidisciplinare, composta da oncologo medico, radioterapista, endoscopista, patologo, psicologa, biologa, così di scegliere tutti insieme l’iter terapeutico ottimale in ogni paziente.